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Contro Natura

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Capitolo Dodici: Nuovo Inizio

La pressione di una guancia sulla sommità della sua testa. Una pulsazione lenta e regolare sulla sua tempia. Una mano sul suo collo. Un’altra intrecciata alle sue, proprio sotto il suo seno. Una gamba tra le sue. I lenti e profondi respiri. Il calore del suo corpo. I movimenti impercettibili delle dita della sua mano tra le sue e dell’altra sul suo collo. La pressione della sua coscia sull’inguine.

Jen inspira lentamente, facendo attenzione, come ogni mattina, alla propria capacità polmonare, -molto, molto meglio!-. Si porta una mano sulle costole in via di guarigione, azzarda un altro profondo respiro.

"Piccola… Tutto bene?", Judy domanda con voce assonnata, prima di baciarla dolcemente tra i capelli. La mano sul suo collo stringe appena la presa e il pollice comincia ad accarezzarle lentamente la pelle.

Per tutta risposta, Jen avvolge un braccio attorno alla vita della bruna e l’avvinca delicatamente a sé.

"Attenta, non voglio farti male"

"Non m’importa, vieni più vicina", La bionda la tranquillizza posando le labbra sul suo collo.

"Forse, dopotutto, quei cazzo d’integratori servono a qualcosa", borbotta ancorano le labbra sul collo di Judy, che ridacchia un po’ per le parole un po’ per il solletico.

"Uhm… bene, questa si che è una bella notizia", afferma circondandola con un braccio e facendosi ancora più vicino.

Jen resiste al lieve fastidio, è stanca di provare dolore, è stanca di stare attenta a come si muove. Ma soprattutto è fottutamente stanca di aspettare di essere in perfetta forma! Ne ha abbastanza di tutta questa cautela, cazzo!

"Comunque non ho ancora abbandonato l’idea di vendicarmi di quel neurochirurgo del cazzo, sappilo! Non so se ho voglia di tornare in ospedale, però. Che dici, potrei spedirglielo per posta, sai. La malavita ci mette i proiettili nelle lettere minatorie, io potrei metterci un bel tampone usato, che ne dici?"

Le due seguitano a tenersi strette sghignazzando insieme. -si… sono proprio stanca, cazzo!-

————

"Judy! Stai facendo i pancake?", Henry domanda abbracciandola in vita.

"Buongiorno tesoro!", la donna lo bacia amorevolmente sulla sommità del capo. "No Boop! Stamattina omelette al formaggio! Che ne dici?"

"Buone!", il bimbo esclama entusiasta.

"Ehi Boop! Buongiorno piccolo", la madre gli si avvicina abbracciandolo stretto da dietro.

"Ciao mamma! Come ti senti?", le domanda con voce squillante.

"Molto meglio amore!", lei risponde tagliando il cheddar a fette.

"'Giorno Ma’, 'giorno Judy!", Charlie raggiunge il resto della famiglia ancora assonnato.

"'Giorno Char!", le due donne si fanno eco.

"Avete preparato le vostre cose? La nonna sarà qui a momenti", Jen domanda preparando la tavola per cinque.

"Wow, ma’, hai intenzione d’invitare la nonna a colazione?", il maggiore chiede stupito.

"Perché no?", la bionda risponde, poi si volta verso Judy, intenta ai fornelli, con la padella in mano. "Ti dispiace farne una in più, Jude?", le domanda sorridendo.

"Siamo di buonumore stamattina!", l’altra risponde giocosa, guardandola alzare gli occhi al cielo ma col sorriso sulle labbra.

"Ma dobbiamo proprio restare dalla nonna, stasera?", Henry domanda con una punta di delusione nella voce.

"Dai Boop, ci divertiremo, ti porto con me allo skatepark nel pomeriggio eh?", Charlie lo consola.

"Credo che Mamma e Judy abbiano bisogno di starsene un po’ da sole", il ragazzo aggiunge facendosi sentire dall’intera famiglia. Guarda le due donne scambiarsi un’occhiata divertita, un sorriso complice e appena una punta d’imbarazzo negli occhi.

"Penso che tuo fratello abbia ragione, Boop", la madre conferma, posando delicatamente una mano sulle spalle di Judy, che deposita la prima omelette fumante sul vassoio.

Il suono del campanello interrompe a metà il sorriso entusiasta del piccolo, che si precipita ad aprire.

"Che cos’hai in mente, Harding?", Judy domanda incuriosita sottovoce, rigirando la padella per spargere l’uovo e avvicinarla a Jen perché vi deponga una fetta di formaggio al centro.

"Un sacco di cose, Hale. Ti fidi di me?", chiede alzando un sopracciglio. In realtà non ha ancora ben chiaro come vuole che proceda la giornata, ma vuole che sia un giorno speciale, soprattutto per Judy. Per entrambe, a dire il vero.

"Oddio, perché suona come una trappola?", la mora scherza chiudendo la seconda omelette. Non sa bene cosa stia succedendo, è come se ci fosse un’energia diversa tra loro, oggi. Un’energia che le fa tremare leggermente le mani, mentre cucina, e le fa sentire le gambe molli, e la testa ovattata. Jen sembra piena di luce, oggi. Ed è fottutamente più adorabile del solito!

"Sono seria, Jude", Jen ribatte ridacchiando.

"Allora certo che mi fido", Judy conferma sorridendole.

"Bene", Jen le passa un braccio attorno alla vita e le posa un bacio sulla tempia proprio mentre sente la suocera avvicinarsi.

"Jennifer, buongiorno! Buongiorno, Judy cara! Non avete idea della confusione che c’è in giro! Il temporale di ieri ha fatto disastri!", l’anziana cinguetta squadrandole da capo a piedi.

"Buongiorno Lorna! Si, abbiamo dato un’occhiata al bollettino. Però guarda che giornata oggi! Ti piacciono le omelette? Spero tu abbia una mezz’ora per fare colazione con noi", Jen l’accoglie con sincera partecipazione.

La rossa è colta alla sprovvista da un tale benvenuto, ma con un sorriso accetta di buon grado il gesto educato.

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"Quindi, quando avete intenzione di riprendere il lavoro?", l’anziana domanda deliziata dall’omelette che ha nel piatto.

Jen lascia che sia Judy a parlare per prima, guardandola come se fosse la prima volta che sente anche lei la notizia.

"Io riprenderò lunedì, non vedo l’ora, mi mancano i miei vecchietti!", dichiara entusiasta.

"Bene, bene! Ma mi chiedo, per quale motivo non ti mantieni vendendo i tuoi quadri, cara?", la donna lancia un’occhiata a Jen, consapevole della velata provocazione, ma Jen, dopo un paio di respiri profondi, tace, convinta che Judy sia perfettamente in grado di difendersi da sola.

"Beh, amo dipingere, i miei quadri hanno anche un buon mercato, si parla di cifre tra i novemila e i ventimila dollari a tela", la mora dichiara, tralasciando il piccolo particolare che quelle cifre si riferivano più a quel che c’era sul retro dei suoi quadri, quando Steve li vendeva per riciclare denaro.

Jen esulta internamente al brillante commento, godendosi con estrema soddisfazione la faccia sbalordita di Lorna.

"Ma a chi sarei utile, dipingendo e basta? Le persone anziane hanno bisogno di obiettivi, di svago. Io amo il mio lavoro, non lo lascerei neanche se vendessi una tela alla settimana. Poi al momento mi sto interessando ad altri soggetti, per i miei quadri, non sono sicura di quanto seguito avrebbero, e sono poco interessata a scoprirlo", Judy conclude sorseggiando la sua spremuta.

Dopo essersi ripresa dallo shock, l’anziana Harding si rivolge a Jen.

"Attualmente ho in mano diverse proprietà, vorrei cedertene un paio, Jennifer, per aiutarti a rimetterti in carreggiata", afferma in tono modesto.

"Lo apprezzo molto, Lorna, ma ne abbiamo già parlato, non posso più lavorare per te", la bionda risponde con tatto.

"Oh, no, Jennifer, non era quello che intendevo. Ti cedo le vendite come tu hai fatto con me per la proprietà dei Wood. Consideralo un regalo. Beh, non sono proprietà da venti milioni di dollari, ma sono sicura che per ricominciare siano sufficienti", la donna ribatte alzando armoniosamente una mano e gesticolando con garbo.

"Mamma, andiamo a prendere le nostre cose", Charlie dichiara alzandosi, sprona il fratellino ad anticiparlo su per le scale, mentre libera il tavolo dal suo piatto e da quello del fratello. La nonna lo osserva meravigliata, alternando infine lo sguardo tra Jen e Judy.

È colpita dal gesto della ex-suocera, non ha idea di come interpretarlo, ma pensa a Cosa Farebbe Judy, e decide di rispondere in buona fede. "In questo caso, accetto volentieri, Lorna. E ti ringrazio di cuore, è un grande gesto e lo apprezzo molto", Jen le sorride apertamente. È colpita dal gesto della ex-suocera, non ha idea di come interpretarlo, ma pensa a Cosa Farebbe Judy, e decide di rispondere in buona fede.

"Senti, Lorna, so che il preavviso è davvero breve, ma mi chiedevo se domani potessi riportare i ragazzi nel primo pomeriggio e unirti a noi per una piccola festicciola a bordo piscina. Non saremo in molti, ma ci sarà una bella crostata di ciliegie, del buon vino e se riusciamo a metterci d’accordo con la concessionaria, anche il regalo di Charlie. È qualcosa a cui abbiamo pensato solo stamattina, che dici, si può fare?"

————

  "Davvero non ti dispiace se non te ne ho parlato prima?", Jen domanda a Judy mentre la mora si immette sulla strada dal vialetto di casa.

"Certo che no! Sembri piena d’idee, oggi, sono curiosa! Ma posso aspettare", risponde con entusiasmo scambiando un sorriso con lei.

"Oh, fermati un attimo da Karen!", si affretta a dire per paura di dimenticarsene.

"Beh... Non so quanto ancora potrò aspettare...", prima di scendere dall’auto, Jen risponde un po' in imbarazzo per la sua stessa dichiarazione, guarda Judy, che arrossisce in maniera adorabile.

Scesa dall’auto, si affaccia al finestrino, "Dai, scendi!", la sprona con entusiasmo. Aspetta che Judy la raggiunga e le tende la mano.

Quando Karen apre la porta, le accoglie con sorriso, che si allarga ulteriormente quando il suo sguardo cade sulle loro dita intrecciate.

"Ragazze! Che sorpresa! Come stai Jen? Venite! Vi va un caffè! O forse, qualcosa di più forte? Magari un-"

"Ciao Karen, siamo di fretta, perdonaci. Ci chiedevamo se domani ti va di raggiungerci per quella cosa, sai… Sangue di Giuda… Crostata di ciliegie…", Jen gesticola frizzante.

"Certo! Volentieri, posso portare qualcosa? Magari faccio una lasa-"

"No, no… no… sarà nel primo pomeriggio, però ecco… se tu avessi un’altra bottiglia, potrebbe farci comodo, sai, pensavamo di festeggiare di nuovo il compleanno di Charlie, non saremo in tanti, ma dubito che una sola bottiglia basti", a interromperla è Judy, questa volta.

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"Cazzo sei stata proprio sfacciata, Jude, lo sai?", Jen esclama esplodendo in una sonora risata, appena risalgono in auto.

"Ehi, ti ho salvato la faccia, Harding! Ammettilo, glielo avresti chiesto tu!", l’altra si giustifica.

"Touché", la bionda dichiara sporgendosi dal proprio sedile per baciarla sul collo."Mi conosci proprio bene!", Judy reagisce ridacchiando. "Uhm… a quando pare ho trovato un punto sensibile", Jen sussurra giocosamente, sfiorandole di nuovo la pelle con le labbra. "Mi conosci proprio bene!", Judy ribatte seguitando a ridacchiare contenta.

Dopo quasi un’ora di contrattazioni, finalmente giungono a un accordo con il proprietario della concessionaria, che con un piccolo extra oltre l’assegno dell’assicurazione, accetta di far recapitare l’auto il giorno successivo, pur essendo una domenica.

"Dove si va ora?", Judy domanda mentre tornano verso l’auto.

"È una sorpresa! Guido io!", Jen risponde ammiccando ed estendendo una mano in attesa delle chiavi. Judy le sorride, si siede sul sedile del passeggero e appena Jen si immette in strada, cerca la sua mano, come in cerca di rassicurazione.

La sensazione che stia per accadere qualcosa d’importante è così potente che le toglie il fiato, mentre ci pensa. Nelle settimane precedenti, entrambe hanno interagito praticamente guidate dall’istinto, con naturalezza, ed è stato bellissimo scoprire questo nuovo modo di essere insieme, abbandonandovisi senza riserve. Ma oggi c’è qualcosa che va oltre l’istinto, c’è ponderazione, nei gesti di Jen e di conseguenza anche nei suoi. In una remota parte della sua coscienza, Judy s’impone di non fare ipotesi, sulle intenzioni di Jen, qualunque passo avanti sarà sufficiente. Lo stesso andamento della giornata è un passo avanti.

Jen si porta la mano nella sua alle labbra e la bacia, trattenendola a lungo sulle sue labbra. "Tutto okay, tesoro?", domanda percependo il rimuginio della mora.

"Si, si… sono solo un po’ emozionata", Judy le confida senza vergogna. "Anche io, Jude", il sorriso che si allarga sul volto della bionda le trasmette immediatamente serenità e lentamente il suo animo si placa.

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"Come sapevi che ero curiosa di provare questo posto?", Judy domanda sorpresa davanti al suo piatto di cevice.

"Me ne hai parlato la prima volta che siamo uscite", Jen le ricorda, evitando di menzionare che Judy si era lamentata  per il fatto che Non era mai riuscita ad andarci con Steve e che andarci da sola le sarebbe sembrato troppo da sfigati.

"Non me ne ricordo", la mora dichiara dopo averci pensato un momento.

"Cazzo, se lo avessi immaginato avrei potuto portarti in un posto meno caro!", Jen scherza facendola ridere. Solleva la coppa di margarita in attesa che Judy la imiti.

"Al nostro nuovo inizio, Judy", Jennifer Hardin le sorride dolcemente.

"Al nostro nuovo inizio, Jen", Judy Hale le risponde con gioia.

Il sole è piacevolmente caldo, quando mano nella mano lasciano il ristorante e si mettono a passeggiare lentamente sul lungomare.

"Grazie, per questa giornata speciale, Jen", Judy le dice dopo qualche minuto di confortevole silenzio.

"Non sono sicura che sia tu a dover ringraziare, qui, Jude, ma, a ogni modo, siamo solo a metà pomeriggio", Jen la guarda con un sorriso sereno. "Voglio che questo sia un giorno speciale, per noi", aggiunge dandole una leggera spallata solo per cercare un po’ di contatto in più.

La mora sorride, deliziata da quel gesto vagamente imbarazzato, "Ogni giorno è speciale, con te, Jen"

"Beh si, non posso darti torto, sono fottutamente fantastica", la bionda scherza, arrossendo. "Beh, oggi voglio che sia più speciale", puntualizza sciogliendo le loro mani e circondando le spalle di Judy in un abbraccio. Quando la mano della donna le si allaccia in vita, la stringe a sé baciandole dolcemente una tempia.

"Tu sei quella fottutamente fantastica, tanto per chiarire, e ora non sto scherzando", le sussurra all’orecchio e Judy non riesce trattenere il brivido che il delicato soffio delle parole di Jen le ha provocato.

"Quindi è sempre stata questa, la nostra destinazione? Da quando siamo scese dall’auto prima di pranzo?", Judy domanda commossa.

"Da quando siamo scese dall’auto, Jude", la bionda le conferma affondando le scarpe nella sabbia ancora bagnata dalla tempesta del giorno precedente. "Andiamo", le sorride tendendole la mano.