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Contro Natura

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Capitolo Dieci: Legami

"Dimmi la verità, è la prima volta?", Judy domanda dalla sua sdraio al bagliore della luna.

"Cazzo Judy, te l’ho già detto!", Charlie risponde spazientito ed eccitato.

"Okay okay, tanto per sapere come regolarsi!", si giustifica porgendogli lo spinello e l’accendino. "A te l’onore"

Il ragazzo accende e fa un paio di tiri trattenendo il fumo per qualche secondo.

"Ehi, vacci piano, campione!", la mora l’ammonisce, rifiutando quando il giovane le cede il turno.

"Ma come, tu non fumi?", lui domanda stupito.

"Non stasera, piccolo", lei dichiara sicura.

"Già, stasera sovrintendi, eh?", il ragazzo scherza.

"Certo che si!", Judy conferma. Osserva il ragazzo fare ancora qualche tiro e poi lo ferma, togliendogli lo spinello di mano.

"Ehi non l’ho ancora finito!", lui protesta.

"Fermati, per il momento. Aspettiamo un po’. Se tra una decina di minuti non ne senti ancora l’effetto, ti farò fare qualche altro tiro. Piuttosto, hai scelto della buona musica per l’occasione?", la donna domanda spostando l’attenzione del ragazzo verso l’attività che gli aveva suggerito giorni prima e che lui aveva accolto con entusiasmo.

"Beh in realtà solo una, me l’ha consigliata un mio compagno di scuola, ha detto che è perfetta da ascoltare mentre si è fatti", il ragazzo si avvicina per farle vedere il display del cellulare, mentre indossa le sue enormi cuffie.

"Wow, edificante!", Judy commenta divertita. Poi osserva incuriosita la copertina e il titolo della canzone scelta.

"Achilles, Agony and Ecstasy in Eight Parts, dei Manowar, durata 28 minuti e 37 secondi. La copertina è un po’ aggressiva, non trovi?", ragiona incuriosita.

"Judy, è epic metal anni ’80 e la copertina è fantastica!", il ragazzo precisa.

"È tipo quella roba assordante che ascolta la mamma quando medita?", lei domanda scherzosamente mimando le virgolette a mezz’aria quando pronuncia la parola "medita", facendolo scoppiare a ridere.

"Non proprio. Questo genere è meno… confusionario, anche se potente!", Charlie risponde. "La vuoi ascoltare anche tu?", domanda, pronto a disinserire le cuffie per condividere la musica con la donna.

"No, tesoro, magari un’altra volta. Ascoltala in cuffia, piuttosto mettiti comodo, chiudi gli occhi, e lasciati trasportare dalla musica e dalle parole, scommetto che ti sta arrivando, vero?", gli dice strizzandogli un occhio.

"Si", il ragazzo conferma ridacchiando. "Come fai a saperlo?"

"Perché cominci a parlare a rallentatore, furbone! Te l’avevo detto di aspettare, se avessi fatto qualche altro tiro probabilmente avresti esagerato e non sarebbe stato più tanto divertente", gli spiega alzandosi dalla sdraio.

"Quindi, dici che posso cominciare?", il giovane domanda strascicando le parole.

"Penso proprio di sì. Coraggio, bello, magari sdraiati, io vado un attimo dentro a prenderti un bicchiere d’acqua, scommetto che ti è venuta una gran sete!", Judy commenta con aria sapiente.

"Cazzo, si! Porta tutta la bottiglia, ti spiace, Ma’?", il ragazzo si blocca, stupito dall’appellativo che ha appena usato. La guarda fermarsi di colpo, altrettanto meravigliata. "Scusa", si gratta la testa, confuso.

"È tutto a posto, Charlie", la donna gli sorride posandogli una mano sulla spalla. "Magari è l’effetto dello spinello, o magari no, ma non hai niente di cui scusarti. Non può che farmi piacere", lo tranquillizza trattenendo la commozione.

Judy entra dalla porta sul retro e si avvicina al divano, dove Jen e il piccolo Henry sono accoccolati vicini a guardare per l’ennesima volta "Alla ricerca di Dory", la morbida voce di Sigourney Weaver sta presentando le Meraviglie dell’Oceano Pacifico.

"Mamma, chi è Sigourney Weaver?", il piccolo domanda.

"Sigourney Weaver è un’attrice che ha fatto tanti film, tesoro", Jen risponde con voce un po’ assonnata.

"Beh definirla soltanto un’attrice mi sembra piuttosto riduttivo, Jen", Judy s’intromette in disaccordo.

"Ehi, Judy!", il piccolo la saluta con entusiasmo allungando le braccia alla ricerca di un contatto.

La donna si china sullo schienale del divano passandogli le braccia intorno al collo e stampandogli un sonoro bacio sulla guancia.

"Sigourney Weaver è un’attrice di cinema e di qualche miniserie, di teatro, una doppiatrice, un’interprete di documentari e-…"

"Si, si, abbiamo capito", Jen la interrompe in tono annoiato.

"Sei gelosa, mamma?", il bimbo domanda divertito.

Judy scoppia a ridere sorpresa dalla perspicacia del piccolo Harding e guarda Jen alzare gli occhi al cielo, colta sul fatto.

"Charlie?", Jen cambia discorso con nonchalance.

"Tutto okay, sta ascoltando una canzone epica su Achille, se non ho capito male, torno da lui. Sta tranquilla, okay? Ci sono io", e dopo averle posato un bacio sulla fronte, torna  verso il giardino afferrando la bottiglia d’acqua quasi piena dal bancone della cucina.

————

"Mamma, sono davvero tanto felice che tu e Judy non litighiate più, è bello vedere che vi volete bene, sai?", Henry le sussurra facendosi rimboccare le coperte.

"Anche io sono felice, Boop. E comunque, non abbiamo mai smesso di volerci bene, nemmeno quando abbiamo litigato", la madre gli sorride. Al pensiero di quanto i suoi figli, soprattuto Henry sia legato alla mora e a quanto sia simile a lei, le si scalda il cuore.

"Ci hai sognati, quando eri all’ospedale?", il piccolo domanda curioso. "Il dottore ci ha detto che a volte le persone sognano quando chi gli vuole bene gli parla mentre dormono e Shandy ha fatto una ricerca sul dark web e ha scoperto che c’è gente che fa dei sogni strani quando è all’ospedale", specifica.

"Non ne sono sicura, tesoro, ma ho la sensazione di avervi sognati, si", la bionda risponde pensierosa. È stata talmente presa da altro da quando si è risvegliata che non ha più pensato o voluto pensare al coma.

La domanda del bimbo, però, le risveglia la curiosità. Dopo aver scavato qualche momento nella memoria, pensa di ricordarsi qualcosa, in effetti.

"Credo di aver sognato che eravamo tutti insieme sulla spiaggia, almeno una volta", gli racconta mentre si sdraia accanto a lui, stringendo i denti per le continue cazzo di fitte alle costole.

"C’era anche papà?", il figlio domanda con voce malinconica.

A Jen si stringe il cuore e per un attimo pensa di raccontargli una piccola bugia, ma non è sicura che sia una buona idea, e decide di non mentire.

"No, tesoro, papà non c’era", gli dice dolcemente, stringendolo a sé, per consolarlo.

"E Charlie? E Judy?", il bimbo insiste curioso.

"Tutti e due", la mamma conferma con un sorriso rassicurante.

"Non siamo mai stati al mare tutti insieme", Henry le fa notare con una punta di delusione nella voce.

"Ci andremo, tesoro, okay? Appena sarò abbastanza in forma ci prenderemo una giornata tutta per noi e ce ne andremo sulla spiaggia!", gli promette con convinzione.

"Posso preparare il pranzo al sacco con Judy?", la mamma ridacchia all’entusiasmo del figlio.

"Sono sicura che Judy sarà contentissima di avere il tuo prezioso aiuto, Boop! Adesso prova a dormire, okay?", gli dice mettendo fine alla conversazione. Gli posa un lungo bacio sulla fronte e si alza con una smorfia per il dolore.

"Ti voglio bene, mamma", Henry le dice già rannicchiato su un fianco e con gli occhi chiusi.

"Anche io amore mio", la mamma gli risponde con voce dolce.

"Puoi dire a Judy che le voglio bene?"

"Ti ho sentito, piccolino, ti voglio bene anche io", la donna sfiora delicatamente la schiena di Jen con una mano ed entra nella cameretta per dare un bacio al piccolo Harding.

Jen sorride allungando il collo verso il corridoio e intravede il figlio maggiore che sale le scale.

"Ehi, com’è andata?", gli domanda fingendo indifferenza.

"Beh è stato, strano. Mi sembrava come se il tempo si dilatasse. Ho ascoltato musica per mezz’ora e mi è sembrato tipo che durasse due ore! E poi ho bevuto tanta di quell’acqua che stanotte dovrò alzarmi a pisciare almeno una decina di volte!", le racconta.

"Adesso capisci perché non è sicuro guidare fare attività che richiedano una certa attenzione quando si è fatti?", la madre gli domanda seria.

"Beh, direi di si. Sinceramente non sarei stato in grado, ma questo lo sapevo già prima, mamma, tranquilla okay?", il ragazzo la rassicura.

"Sei a posto, ora?", Jen gli domanda.

"Si, mamma, sul serio, me ne vado a dormire, okay? Notte", Charlie si avvicina per darle un bacio sulla guancia.

"Non bagnare il letto, eh?", lei scherza, un po più serena.

"Mamma!", Charlie sghignazza.

"Notte Char", la bionda lo guarda sorridente aspettando che lui si chiuda la porta alle spalle e poi si avvia verso la propria camera.

————

"Ehi", Jen sorride a Judy, mentre si chiude la porta alle spalle.

"Ehi", la mora le risponde sorridendo da sotto le coperte. "Ti ho preparato un pigiama in bagno, hai bisogno d’altro?", le domanda alzando gli occhi dal cellulare.

"Grazie, piccola! Penso di no, cazzo sono a pezzi!", risponde sparendo in bagno.

Judy ripone il cellulare e prova a sollevare leggermente la parte superiore del letto, per renderlo più confortevole alla bionda. Dopo aver litigato coi comandi dalla sua parte e dalla parte di Jen, finalmente trova un’impostazione che le sembra accettabile.

Si stende tranquilla, ripensando a poco prima, quando a Charlie è sfuggito di chiamarla "Ma’" e un gran sorriso le illumina il viso. Sa che probabilmente è stato una specie di "lapsus da fumo", però è stato bello.

"Cos’è quell’aria sognante, pensi a Sigourney Weaver?", Jen la prende in giro sghignazzando.

"Scema!", la mora risponde contagiata dalle risa.

L’altra le si stende accanto, al solito posto, posando la schiena sul materasso sollevato. Appena pensa di voltarsi verso Judy, capisce che così non può funzionare.

"Judy, ti dispiace se ci scambiamo di posto? Non mi posso voltare dalla tua parte, è il lato delle costole rotte", si lamenta.

"Giusto! Non ci avevo pensato!", l’altra commenta muovendosi subito.

Dopo essersi riposizionate e aver trovato la giusta inclinazione al materasso, Judy spegne la luce e le due si sdraiano faccia a faccia come d’abitudine alla luce della luna. Jen raggiunge subito la mano di Judy, intrecciando le loro dita insieme.

"Allora, avete passato una bella serata a stabilire un legame?", la bionda domanda in tono scherzoso.

"Charlie mi ha chiamata Ma’", Judy confessa non riuscendo più a tenerlo per sé, con gli occhi lucidi.

"Non ci credo!", Jen è stupefatta.

"Sicuramente è stato il fumo, ma mi ha fatto piacere", la mora le confida.

"Certo, cazzo, che ti ha fatto piacere, piccola", scioglie l’intreccio di dita giusto il tempo per posare una lieve carezza sul suo viso. "Beh dobbiamo farlo fumare più spesso, cazzo!", commenta poi ridacchiando.

"Questo si che è un atteggiamento materno!", Judy la prende in giro. "E che mi dici di Henry?"

"Oh beh, dopo la tua bella sortita su Sigourney Weaver non la smetteva più di fare domande su di lei. Ora vuole vedere i suoi film perché ha detto che la sua voce gli piace tanto e vuole vedere che faccia ha!", Jen commenta annoiata. Judy ridacchia soddisfatta.

"Vorrà dire che gli faremo vedere qualcosa allora", risponde serena.

"Beh, non possiamo fargli vedere Alien, o Copycat, per dire eh!", la bionda risponde cercando di ricordare qualche altro titolo non adatto ai bambini.

"Beh ce ne sono tanti. Ghostbusters, Wall-e, Avatar o Galaxy Quest, o…"

"Piantala, Judy!", Jen la interrompe, seccata.

"Sei gelosa davvero!", Judy non trattiene una risatina e si avvicina posandole una mano sulla coscia.

"Beh, solo un po’", Jen ammette circondandole la vita con un braccio e avvicinandosi ulteriormente. "Può baciarmi il culo, Sigourney Weaver. Non c’è mica lei qui con te. Ci sono io!", si difende spavalda. "Beh, ma poi, possiamo smetterla, cazzo,  di parlare di quella lì?", propone sbottando.

"Hai iniziato tu, tonta!", Judy commenta incredula.

Jen sorride dolcemente, mettendo fine alla finta schermaglia.

"Henry mi ha chiesto se ho sognato qualcosa mentre ero in coma, e sai, non ci ho pensato, fino a quando me lo ha chiesto, ma credo che non sia sempre stato tutto spento qui dentro", le racconta indicandosi il capo con un dito.

"Cosa ti ricordi?", Judy le domanda in tono tranquillo.

"Non lo so con sicurezza, ma ho la sensazione di avervi sognati spesso, ricordo il profumo dei tuoi incensi, ricordo la tua copertina, la sensazione della sabbia sotto i piedi, la mano di Henry nella mia, la voce di Charlie, ricordo mia madre e ricordo la sensazione di allattare al seno", le salgono le lacrime agli occhi a quell’ultimo pensiero, e subito sente la lieve carezza confortante di Judy sulla sua pelle.

"Ma è tutto così confuso, cazzo", conclude con una punta di frustrazione.

"Piccola vorrei poterti abbracciare stretta, ora!", la mora commenta, altrettanto frustrata.

"Lo so, tesoro, anche io. Dobbiamo pazientare ancora un po’, temo", Jen risponde velocemente. "Cazzo quando ti ho proposto di ricominciare daccapo non intendevo proprio tutto daccapo!", scherza per allontanare il disagio e contenta di sentir ridere Judy alla sua battuta.

Si avvicina e la bacia dolcemente e a lungo, riposando poi la fronte sulla sua.

"Dormi bene Jude"

"Dormi bene Jen"

Il silenzio cala nella stanza e le due scivolano lentamente nel sonno, rimuginando entrambe sull’idea di aggiungere un "ti voglio bene" tanto ridicolo che alla fine nessuna delle due è disposta a pronunciarlo.