Actions

Work Header

Cercami il cuore (non perderti nei suoi riflessi)

Chapter Text

Meredith si presenta in ospedale con le guance rosse di vergogna e gli occhi pieni di lacrime di umiliazione.

A casa c'è Izzie vestita da principessa e stesa sul pavimento del bagno con il cuore a pezzi e le guance sporche di lacrime e trucco. Lei dovrebbe essere con lei, a cercare di consolarla, a farle capire che le tragedie succedono ma non per questo bisogna arrendersi, lasciare che la vita ci passi di fianco senza nemmeno sfiorarci. Sarebbe un bel discorso se solo riuscisse a tradurre i pensieri in parole, a spiegarsi quando non è nemmeno in grado di capirsi. Non può aiutare Izzie perché è troppo disastrosa lei stessa, perché mentre Denny moriva lei commetteva coscientemente un'azione imperdonabile. Perché adesso è in ospedale, protetta dal camice bianco, le mutandine di pizzo nero nascoste nell'armadietto sotto a tutto quello che già vi è dentro.

-Addison- la chiama con un filo di voce e trema, quasi, quando incontra il suo sguardo. La vede inclinare la testa e abbassare le spalle in un gesto che tradisce tutta la stanchezza che si porta addosso e Meredith sa che è l'ultima persona che vuole vedere ma ormai è lì e deve andare avanti. Deve dirglielo anche se non servirà a niente.

-Mi dispiace-.

Addison la guarda intensamente prima di chiudere gli occhi, gettare la testa indietro, e ridere. É una risata leggermente isterica cui presto si aggiungono le lacrime che si è imposta di non versare, non per un matrimonio finito da anni, non per un uomo che non ha avuto nemmeno il coraggio di dirle in faccia di averla tradita un'altra volta. - Ti dispiace, Grey? Adesso, ti dispiace? Non ieri sera, vero? -. Le si avvicina con il respiro affannoso per le lacrime, le risate e il fatto che sia a tanto così dal mettersi a urlare, e Meredith apre la bocca per rispondere, per dirle che sì, le dispiace, che lei ha cercato di fermare Derek, di dirgli che non potevano, che era sbagliato... Solo che non riesce a parlare, e vede qualcosa spezzarsi negli occhi di Addison.

-È tutto tuo, Grey. Voglio il divorzio e poi è tutto tuo-.

C'è stanchezza anche in queste parole, un'incertezza che stringe il cuore. Questa non è la donna che ha conosciuto mesi fa, quella che era entrata in ospedale come se fosse il suo regno, con i vestiti firmati e i capelli perfetti, con la sicurezza che può avere solo chi è sempre sicuro di vincere. Non è Satana, e Meredith si odia per averle dato il colpo di grazia, per averla distrutta così, senza nemmeno rendersene conto.

-Sparisci Grey. Sparisci dalla mia vista. Almeno questo me lo devi-.

 

Meredith fa come le è stato detto e evita Addison per tutto il giorno, fino a quando torna a casa esausta per trovare che Finn la aspetta e Izzie è uscita dal bagno e si è cambiata d'abito e i suoi amici stanno organizzando la Shiva.

È un peso che le scivola via dalle spalle ma non dal cuore, perché si sente ancora una persona orribile e lo sguardo di Addison sembra essersi stampato nella sua mente. Non voleva ferirla ma sa che non è importante, che quel che è fatto è fatto e che i,gesti valgono più delle parole.

Lei non ha fermato Derek. É colpevole quanto lui.

-Va tutto bene? -. Cristina le passa una bottiglia di tequila e aspetta paziente una risposta che Meredith, da sobria, non è sicura di poter dare.

-Ho incontrato Addison-

-Ti ha reso la vita un Inferno? Non c'è da stupirsi, é Satana, dopotutto-

-Non chiamarla così. Non è Satana, anzi, temo che ieri sera sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Si è arresa, Cristina. É arrivata qui battagliera pronta a riprendersi Derek e invece fra tutti quanti siamo riusciti a distruggerla definitivamente-

-E questo ci importa perché... -

-Perché non volevo ferirla, non volevo distruggerla, non volevo diventare davvero la lurida amante. Invece adesso stanno divorziando e lei è praticamente sola-

-Bhe, almeno avrai Stranamore tutto per te-

-È quello che mi ha detto anche lei... Subito prima di supplicarmi di sparire e lasciarla in pace-

-Stupendo, hai anche la benedizione dell'ex-moglie! Ora devi solo scegliere tra lui e il veterinario-.

Meredith annuisce poco convinta. La verità è che a Derek e Finn non ha pensato che per qualche secondo e se questo prima l'avrebbe fatta entrare in paranoia adesso non ha davvero importanza. Magari domani mattina, quando la vita tornerà un po' più normale, quando Izzie tornerà alla vita, quando si sentirà un po' meno in colpa verso Addison.

Chapter Text

È stata una giornata da incubo, l'atmosfera in ospedale era tesa, tutti, chi per un motivo chi per l'altro, erano nervosi. Addison chiude gli occhi e si immerge ancora di più nella vasca della stanza d'albergo dove si è diretta subito dopo aver fatto le valigie, lasciando per l'ultima volta quella dannata roulotte.

Con la quarantena e la peste ha evitato Derek senza nessuno sforzo. Non sarebbe riuscita a non crollare, a non urlargli addosso la rabbia e il dolore e l'indignazione.

Le mutandine di Meredith Grey nella tasca dei pantaloni di suo marito.

Ha dovuto scoprire del tradimento in un modo così meschino. Non l'ha nemmeno considerata degna di dirglielo in faccia, e forse è questo che la fa infuriare, che la ferisce ancora di piu dell'atto stesso.

Morde le labbra a sangue per trattenere le lacrime. Ha già pianto prima, nel mezzo di un corridoio deserto se non per la presenza di Meredith Grey, dell' ex-fidanzata- forse-nuova - amante - del- suo- futuro ex-marito. Meredith Grey che le ha chiesto perdono ed è diventata il perfetto bersaglio per la sua frustrazione.

Se ne è vergognata subito, ovviamente, per aver perso il controllo in quel modo, per aver aggredito la ragazza con tanta forza, per essersi mostrata così debole.

Domani pare che dovrà evitare anche lei, mentre dovrà davvero parlare con Derek perché questa storia, questa soap-opera che ha intrattenuto i medici del Seattle Grace, deve finire, preferibilmente senza alimentare ulteriori pettegolezzi.

Si versa un bicchiere di vino e sospira. É stanca, ha mal di testa, ed è così sola. É circondata da persone eppure le sembra che tra lei e loro ci sia un muro che lei non ha più le forze per provare ad abbattere. Forse perché alla fine tutto torna a Meredith, forse perché i pochi amici che si è fatta sono legati a lei e c'è sempre quell'intima paura che scelgano lei, che si schierino dalla sua parte e la lascino da sola.

Chiude gli occhi e scuote la testa. Sa di star esagerando, è un brutto periodo e le cose non sono così brutte come sembrano, e tutto, alla fine, si sistemerà.

Annuisce bevendo un generoso sorso di vino. Andrà tutto bene si dice fingendo di non notare la mano che trema e le lacrime che tracciano scie bollenti sulle sue guance.

 

Il giorno dopo decide che non ce la fa ad andare al lavoro, che non è ancora pronta per incontrare Meredith e Derek felici e innamorati.

Va da Joe, distrattamente consapevole che entro fine giornata la fine del suo matrimonio e la sua sbornia saranno sulla bocca di tutti. Un altro problema di cui si occuperà domani.

Joe la guarda senza parole, un sopracciglio alzato e un'espressione divertita per quell'abbigliamento così poco da lei.

-Il mio matrimonio è finito-. Per ora basta questo perché non ha ancora bevuto a sufficienza per mettersi a raccontare i dettagli, cosa che invece si trova a fare qualche ora dopo, quando ha perso la cognizione del tempo, ha gli occhi rossi e gonfi e accanto a lei ha un cestino degli squisiti muffin di Izzie Stevens che ha intenzione di finire perché ha deciso di diventare grassa, assolutamente, gloriosamente grassa. - Non ti sembra un'ottima idea Amanda? -

-Miranda-, la corregge la Bailey per l'ennesima volta, a metà tra il divertito e l'esasperato.

Addison però la ignora, troppo occupata ad avventarsi sull'ennesimo dolce e a tenere il filo di un discorso che ha senso solo nella sua testa.

-Voglio dire- continua mandando giù un altro Martini-almeno in questo modo gli uomini avranno un motivo per non volermi. Insomma, perché nessuno mi vuole? Sono bella, intelligente, sono uno di quei medici che fa... Cos'è che faccio Amanda? -

-Miranda! Fai nascere i bambini-taglia corto, perché la sua amica non è davvero nelle condizioni di ricordare e pronunciare tutte le specializzazioni che ha acquisito in una vita votata al lavoro.

-Ecco! Come si fa a preferire una dodicenne a chi fa nascere i bambini? - e scoppia nell'ennesimo pianto.

-Joe, io ora devo andare. Tienila d'occhio tu-.

-Joe, secondo te perché mio marito preferisce una ragazzina a me? Perché mi ha tradito con lei? Perché ha lasciato la sua biancheria nella tasca dei pantaloni? -. Joe la guarda senza sapere cosa dire. É uno spettacolo patetico e quella che ha sentito è una storia umiliante e terribile. Non dubita che sia sincera: su Addison l'alcool ha lo stesso effetto del filtro della verità.

-Sai cosa ho fatto con le sue mutandine? - e Joe non è sicuro di volerlo sapere ma Addison non aspetta risposta e gli racconta, ridendo e gesticolando, la sua geniale vendetta, che ha avuto come effetto quello di farle ricevere le scuse proprio di Meredith, cosa che però lei non ha gradito così tanto.

La porta di apre e Joe si allontana per servire i nuovi clienti mentre Addison svuota l'ennesimo bicchiere e mangia l'ennesimo muffin.

 

Addison è andata via da mezz'ora quando fanno la loro comparsa gli specializzandi, stanchi e distrutti come tutte le altre sere.

Manca Izzie che è ancora a casa a cercare di capire cosa fare della sua vita, e George e Alex se ne vanno presto, uno a controllare l'amica, l'altro in ospedale per il turno di notte. Anche Cristina si ferma poco più di un'ora, lasciando Meredith sola al bancone.

-Altra Tequila? -

-Tutta quella che hai. Sono giorni un po' particolari-.

Joe annuisce passandole direttamente la bottiglia.

-Ho fatto un casino-

-Già-.

La ragazza si ferma, il bicchiere alle labbra e gli occhi chiari spalancati.

-Come fai a sapere quello che è successo?-, chiede già pronta a scoprire chi l'ha tradita. Callie, probabilmente, perché Cristina è la sua persona e anche se non approva é sempre dalla sua parte.

-Addison ha passato la giornata a ubriacarsi e mangiare dolci-.

Oh.

Ecco il senso di colpa che torna un'altra volta, il viso stanco della donna che si riaffaccia alla sua mente.

Sospira rassegnata.

-Non volevo ferirla. Ho provato a fermarlo, davvero, ma poi lui mi ha guardata con quello sguardo e ha sorriso quel sorriso e... E non era più Derek era Stranamore e... -

-Meredith, non devi giustificarti con me-

-Lo so, ma il fatto è che mentre quello succedeva, Denny stava morendo e poi avevo perso le mutande e... Io non lo sapevo che erano nei suoi pantaloni, non sapevo che non glielo avrebbe neanche detto, che avrebbe lasciato che lo scoprisse così... Adesso mi odia-

-Derek? -

-Addison! -.

Joe la guarda sorpreso e si chiede se non si sia perso un passaggio,perché non è che sia strano che a Meredith importi, anzi, non è una persona cattiva, é normale che ci stia male, solo non così male.

-E come se questo non fosse sufficiente devo anche decidere se voglio Derek o Finn-

-Non hai ancora scelto? -

-Sto uscendo con tutti e due- ammette bevendo un altro bicchiere e Joe nota solo adesso che è un'ora che stanno parlando e la bottiglia di Tequila è vuota solo per un quarto, che per Meredith Grey vuol dire non aver bevuto niente. Che cosa c'è in tutta quella storia che nessuno sta dicendo?

Chapter Text

Camminano per i corridoi dell'ospedale in punta di piedi, rasentando i muri, sempre sotto gli occhi delle infermiere che non hanno nulla da fare se non aggiungere dettagli a una storia che, a quanto pare, non passa mai di moda.

Derek é la vittima, sempre, in qualsiasi versione e loro sono le carnefici, quelle che gli hanno spezzato il cuore.

Ci hanno fatto l'abitudine, anche perché prima o poi tutte le storie hanno una fine, e forse questa in realtà l'ha già avuta.

La moglie ha divorziato e l'amante non è tornata da lui.

-Grey con Montgomery-Shepherd-. Meredith sente le viscere attorcigliarsi e gli sguardi di compatimento dei suoi amici non la aiutano. Ha evitato Addison da quella disastrosa richiesta di scuse, cambia strada quando la vede nei corridoi, prende le scale se la vede in fila per l'ascensore, si nasconde negli sgabuzzini per evitarla.

È una codarda, lo sa, ma è così che è fatta, lei evita i problemi invece di risolverli.

Adesso non può farlo.

-Dottoressa Shepherd-

-Dottoressa Grey-.

Meredith non sa cosa dire e Addison non le dà il tempo di pensare perché si è già diretta verso la camera della paziente.

Non è nulla di straordinario, un banalissimo cesareo programmato per il pomeriggio che non richiederà loro di passare troppo tempo insieme.

-Bene Grey per oggi non c'è altro, quindi direi... -

-Meredith! -.

Derek é comparso all'improvviso e entrambe le donne sono penosamente consapevoli che ogni attività intorno a loro si è fermata, che tutti li stanno guardando, che i mormorii riempiono l'aria e dilagano di piano in piano.

-Dottor Shepherd-

-Meredith- ripete lui stupito per quell'accoglienza così fredda.

-Dottoressa ha bisogno di altro? -

-No Grey puoi andare-.

Addison le fornisce la perfetta via di fuga e lei non esita ad accettarla, sparendo rapida dietro l'angolo del corridoio.

La tensione attorno a loro si scioglie completamente e tutti trovano qualcosa di più interessante da fare.

I sussurri però sono già iniziati e chissà cosa si racconterà entro sera.

"Dicono che lei lo abbia sedotto e che loro adesso stiano divorziando".

"Poverino lui, al centro di questa faida così infantile".

"Lei sarà anche carina ma con la moglie non c'è partita"

"Si, ma non si può biasimarlo per volere il divorzio. Lei è Satana e lo ha tradito con il suo migliore amico".

Meredith li sente, appoggiata alla parete, e reprime la voglia di saltare fuori e raccontare la verità. Che Derek è un bugiardo di cui non ci si può fidare. Che Addison ha tradito e si è pienamente assunta la responsabilità della sua colpa. Che Meredith non sapeva di essere l'altra fino a quando la moglie è arrivata, perfetta come una star e velenosa come una serpe. Che Derek ha tradito ancora e lei lo ha lasciato fare. Che è Addison a volere il divorzio ed è stato lui a non concederglielo, la prima volta. Che sia lei che Addison alla fine, forse, stanno meglio senza di lui, perché Meredith si è accorta di respirare meglio da quando Stranamore non è più intorno a soffocarla con la sua ombra.

 

-Che cosa le hai fatto? -

-Prego? -.

Addison lo guarda confusa, cercando di capire a cosa si stia riferendo.

-Meredith. Cosa hai detto a Meredith? -.

Ripensa alla mattina dopo la festa, al modo in cui l'ha aggredita, in cui è crollata, ma è ovvio che Derek non ne sa niente e quindi non è a questo che si sta riferendo.

-Assolutamente niente. Non è certo colpa mia se la tua amante non ti parla-

-Meredith non è... - inizia a difendersi ma lei lo ferma con un gesto della mano.

-Non osare dirlo. Non osare mancarmi di rispetto in questo modo. Vuoi darmi la colpa di tutto, vuoi chiamarmi Satana e convincermi in ogni modo ad andarmene, vuoi sbattermi in faccia il tradimento con Mark? Va bene, fallo. Ma non insultare la mia intelligenza pensando che non sappia cosa è successo alla festa. Hai lasciato le sue mutande nella tasca dei pantaloni. A Natale mi hai detto di essere innamorato di lei e che dovevo farmene una ragione. Non osare dirmi che non è la tua amante, che non mi hai ripagato con la stessa moneta, perché, anche se forse tutta questa pioggia é riuscita ad annacquarti il cervello e a fartelo dimenticare, quando sei fuggito a Seattle lasciandomi sola, quando hai conosciuto Meredith, eravamo ancora sposati. Mi hai tradito Derek, e non hai neanche la decenza di ammetterlo-.

Questa piccolo sfogo non uscirà dalle mura dell'ascensore in cui è stata trascinata ma Addison si sente libera, finalmente. É ancora sola e ha ancora il cuore a pezzi ma si è liberata di un peso che la soffocava da mesi e Dio se la fa stare meglio vedere l'espressione sconcertata del suo quasi ex-marito.

Gli sorride assottigliando gli occhi, mostrando i denti, il sorriso della Sovrana di Tutto ciò che è Male.

Ha messo lei la parola fine a quella discussione perché conosce Derek e sa che gli serve tempo per alimentare la sua rabbia, per elaborare una strategia, quindi almeno fino a domani si è liberata della sua presenza.

Quando gli dà le spalle sorride davvero, questa volta. Perché ha detto quello che doveva dire e è riuscita a farlo tacere, a riprendersi il suo posto e i suoi diritti in quella stupida storia che sta diventando noiosa e svilente per tutte le parti coinvolte.

Chapter Text

-Dicono che oggi tu ti sia ritrovata al centro di uno scontro tra gli Shepherd-.

Meredith avrebbe preferito che Cristina non iniziasse questa conversazione nel bel mezzo del pranzo, catturando l'attenzione di George e Alex che la osservano interessati.

-Non è andata proprio così. Derek si è avvicinato e io l'ho ignorato e me ne sono andata, poi ha trascinato Addison in ascensore e non ho idea di cosa le abbia detto perché non vedo nessuno dei due da allora-

-Da quando la chiami Addison? -

-Da quando le dispiace di averle rovinato il matrimonio-

-Avevano già dei problemi a New York, non è stata tutta colpa mia! -

Cristina scrolla le spalle e prima che chiunque altro possa dire qualcosa Meredith ringrazia il suo cercapersone che si è messo a suonare.

-Devo andare- urla correndo verso la porta dove Addison la sta aspettando. Le sembra diversa dalla mattina, più serena, e c'è un piccolo sorriso a rischiararle il volto e Meredith si accorge con sgomento che non l'ha mai vista così felice. Anche se questa non è vera felicità, é calma e contentezza ma va bene lo stesso, meglio del pianto dell'altra volta.

Addison si ferma in mezzo al corridoio, fuori dalla stanza della paziente e le posa una mano sul braccio.

-Immagino che ci saranno diversi pettegolezzi in giro, ma volevo che lo venissi a sapere da me, piuttosto che da qualche infermiera. Abbiamo discusso. Io e Derek abbiamo discusso... -

-Mi dispiace... +

-Non c'entri tu... Cioè centri tu ma non è questo il punto... Il punto è che adesso è arrabbiato e quindi non mi parlerà come minimo fino a domani quindi verrà da te, probabilmente. Volevo solo dirtelo, in modo che non sia una sorpresa... -.

Meredith annuisce e si chiede cosa sia successo perché è sicura che Addison la odi e invece adesso si sta... preoccupando per lei?

-Adesso andiamo, Grey. Abbiamo del lavoro da fare-.

 

Scoprono di lavorare bene insieme, soprattutto quando non sono impegnate a litigarsi lo stesso uomo.

Meredith non sa se è una cosa temporanea, dovuta al buon umore di Addison, e domani torneranno a scambiarsi saluti di circostanza e ad evitarsi, ma decide di non pensarci.

-Ottimo lavoro, Grey-

-Grazie-. Vorrebbe dirle di chiamarla Meredith, chiederle cosa è esattamente successo con Derek, scusarsi ancora per il ballo e per ciò che ha fatto ancora prima, quando nemmeno sapeva della sua esistenza.

Non lo fa, non vuole riaprire le ferite, non vuole litigare. Non sono amiche e spetta ad Addison dettare i tempi e i modi perché è lei quella che tutti hanno tradito.

Così si limita a finire di lavarsi e sparire per occuparsi delle cartelle che deve finire.

È seduta su una barella in un corridoio deserto quando, come predetto da Addison, arriva Derek. Si ferma a guardarla con sguardo sognate, un sorriso appena accennato e la mano tesa verso di lei.

-Ti va di venire a bere qualcosa? -.

Prima gli avrebbe risposto subito di sì. Prima del ballo. Prima di Finn. Prima di Addison.

-Devo finire queste- e sventola i fogli che tiene in mano. Non è nemmeno una scusa.

-E poi devo andare a casa-. Da Izzie é il sottinteso che lui non sembra cogliere.

-Potresti venire a casa con me-

-Nella roulotte in cui vivi con tua moglie? -

-Lo sarà ancora per poco e si è trasferita in albergo. Non ci diaturberà nessuno-

-Non voglio essere la tua amante-. Non vuole vedere Addison piangere un'altra volta.

Le fa male il cuore dirgli di no e ci vuole più autocontrollo di quanto si pensi, ma la testa non smette di pensare. Pensa alle bugie, ai segreti... Cosa gli impedirebbe di fare a lei ciò che ha fatto alla moglie? Di parlare di lei con un'altra come adesso sta parlando della moglie con lei?

Forse sono le sue angosce a parlare, tutte le sue insicurezze causate da una vita di incertezza e di abbandono.

-Devo finire le cartelle e poi devo andare da Izzie-.

Chapter Text

Derek non capisce cosa sia cambiato, cosa sia successo perché Meredith non era così arrabbiata nemmeno quando Addison é sbucata dal nulla mettendo in pausa la loro storia, e nemmeno allora lo ha rifiutato. Ci ha provato ma all fine e caduta, come dimostrato al ballo.

Perciò, vedere Meredith che lo ignora, che lo respinge, che dà la priorità alle cartelle e a Izzie é sconcertante e nuovo e non sa cosa fare.

È colpa di Addison. Deve essere colpa di Addison perché Meredith ha lavorato con lei, oggi, e conoscendola, sua moglie le ha sicuramente detto qualcosa.

-È Addison, vero? -.

-Cosa? -

-Ti ha detto qualcosa, é per questo che fai così. Meredith, qualsiasi cosa si sia inventata... -

-Non mi ha detto niente. E se anche lo avesse fatto so ragionare da sola, senza che qualcuno mi dica cosa fare. Adesso lasciami stare. Devo finire qui e poi andare da Izzie-.

Mentre lo dice si sente ribollire di rabbia. Come osa dirle cosa deve e non deve fare, trattarla come una bambina da proteggere, proporle di essere la sua amante e pretendere che non ci sia nulla di male perché Addison lo ha fatto per prima quindi se lo faccio io non vale.

Da quando la colpa di tutto è di Addison? Da quando il concetto di assumersi le proprie responsabilità non esiste più?

-Va bene, come vuoi. Ci vediamo domani- dice carezzandole i capelli, con il tono accondiscendente che si usa con i bambini che fanno i capricci, con le cose rotte che ci si sta sforzando di riaggiustare.

Non le ha nenache chiesto di Izzie, eppure lo sa che ha passato un giorno intero stesa sul pavimento del bagno e sta ritornando alla vita pezzo dopo pezzo con una lentezza tale che a volte Meredith trova difficile respirare tanto è preoccupata.

Per questo Meredith torna a casa con il fiato in gola e Izzie é seduta sul divano con Goerge da un lato e Finn dall'altro che non sa cosa fare e Meredith vorrebbe che se ne andasse, che scomparisse, e... E se invece fosse quello giusto, se potesse davvero funzionare tra loro due? Finn ha dei progetti, l'ha aiutata a far nascere un cavallo, ha voluto bene a Doc, non ha una moglie nascosta da qualche parte perché sua moglie è morta e glielo ha detto subito.

-Scelgo te- mormora dopo averlo trascinato in cucina e si lascia baciare e sorride perché il sorriso di Finn è contagioso e forse, per una volta, ha davvero fatto la scelta giusta.

 

Quando arriva in ospedale Derek la sta aspettando all'ascensore. É come un dejavù, come quelle prime settimane in cui lei fuggiva e lui la rincorreva, e se allora lo trovava divertente adesso é semplicemente esausta.

-Ho scelto Finn- dice senza preamboli, prima ancora che lui apra la bocca per augurarle buongiorno o provare a riprenderla e sedurla.

-Cosa? -

-Ho scelto Finn-. Perché Finn ha dei progetti ed è buono e gentile e non le ha mentito e...

-Quindi é per Addison? - replica arrabbiato. Meredith sa che è così che fa per difendersi: si arrabbia. Si aggrappa a qualsiasi appiglio e non lo lascia andare e evidentemente l'appiglio in quella loro assurda relazione é ancora Addison. É sempre Addison, adesso che ci pensa. Quando non l'ha lasciata e quando l'ha tradita.

-Le mie decisioni non ruotano attorno ad Addison. Non è Addison il motivo per cui ho scelto Finn o per cui non sarei comunque tornata con te. Non è Addison che ha sempre la colpa di tutto, non è solo per lei che il tuo matrimonio é finito, perché sì, ti avrà anche tradito con Mark ma al ballo, in quel l'ambulatorio, mentre Denny moriva, eravamo io e te. Quindi fai un favore a tutti e smettila di incolpare tua moglie, o ex-moglie, o qualsiasi cosa sia, di tutto quello che va storto nella tua vita. Anche per questo ho scelto Finn-.

Prende le scale con passo di marcia e lo lascia lì, senza sapere che il giorno prima Addison ha detto quasi le stesse cose, incurante della scenata che ha causato, senza notare i capelli rossi tra la folla di curiosi che bisbigliano ancora di Meredith Grey e il Dottor Stranamore.

 

-Meredith-

-Addison-

-Che ci fai qui? -. Qui è una barella deserta nei tunnel, il luogo sacro dove si nasconde con i suoi amici.

-Come, non hai sentito le voci di ciò che è successo questa mattina? -

-Si, ma ho anche sentito la versione originale. Ero in fila per l'ascensore mentre tu e Derek parlavate-

-Vuoi dire mentre facevo l'isterica e riversavo sul povero Dr Shepherd la mia frustrazione ingiustificata?.... Credo di aver aggravato anche la tua posizione. A quanto pare ci siamo coalizzate per rendergli la vita un Inferno-

-Sono Satana dopotutto-

-Regina di Tutto ciò che è Male- la corregge Meredith ridendo e Addison annuisce prima di alzarsi e porgerle la mano.

-Dai, hai passato abbastanza tempo qui sotto e il tuo turno è praticamente finito. Ti offro qualcosa da bere-.

Joe le guarda con le sopracciglia inarcate e la bocca aperta mentre si siedono al bancone ridendo e scambiandosi sorrisi complici.

-Martini e Tequila? - chiede quando è sicuro di riuscire a parlare e porge loro i bicchieri. Cosa si è perso?

-Di solito non mi impiccio negli affari degli altri ma cosa è successo? Perché tu-Meredith- fino a tre giorni fa eri qui a raccontarmi di tutti i tuoi problemi sentimentali e tu-Addison- hai passato la giornata a ubriacarti e mangiare muffin-

-A quanto pare ci siamo coalizzate per dare il tormento a Derek-

-Quindi siete... Amiche? -.

Le vede pensarci seriamente ed è uno spettacolo che ondeggia tra il comico e il surreale.

-Si può fare- decide Meredith mentre l'altra annuisce. - Amiche- ripetono mentre brindano... Quella parte Joe se l'è persa perché sta ancora cercando di stare al passo con la situazione.

-Quindi, stai con il veterinario-

-Già-

-Da molto? -

-L'ho scelto ieri sera... Teoricamente da prima... Dalla festa... - si interrompe imbarazzata ma Addison annuisce e non commenta.

-Non parliamone più- decide. - Se vogliamo provare a essere amiche ricominciamo da capo. Niente Derek, niente matrimonio, niente divorzio imminente, niente ballo. Basta imbarazzo e sensi di colpa. Io sono Addison e tu sei la mia amica Meredith-.

È un'idea un po' folle ma cosa tra di loro non lo è mai stato?

-Okay. Ricominciamo-.

Il tintinnio dei bicchieri sugella quel nuovo patto.

-Joe un altro! -.